Diritto di superficie, impianto chiavi in mano e energia a prezzo concordato: guida pratica al fotovoltaico a costo zero per aziende con capannone di proprietà.
Il problema: energia cara e capitale da proteggere
Per molte aziende industriali l'energia elettrica è una delle prime voci di costo. Il fotovoltaico sul tetto è la risposta più ovvia, ma spesso si scontra con una domanda legittima: ha senso immobilizzare centinaia di migliaia di euro in un impianto, invece di investirli nel proprio core business?
La formula del fotovoltaico "a costo zero" nasce proprio per rispondere a questa domanda: l'impianto si fa, ma a investire è qualcun altro.
Come funziona, passo per passo
- Verifiche tecniche ed economiche. Si analizzano i consumi dell'azienda, la copertura (superficie, stato, portata, esposizione) e la connessione alla rete.
- Diritto di superficie. Il proprietario del capannone concede al partner il diritto di realizzare e mantenere l'impianto sul tetto per un periodo stabilito dal contratto. L'immobile resta di proprietà dell'azienda.
- Impianto chiavi in mano. Il partner sostiene l'intero investimento: progettazione, pratiche, installazione, connessione.
- Energia a prezzo concordato. Attraverso una configurazione SEU (Sistema Efficiente di Utenza), l'energia prodotta e consumata dall'azienda le viene fornita a un prezzo concordato, inferiore a quello della rete.
- Gestione a carico del partner. Manutenzione, monitoraggio e assicurazione restano a carico di chi ha investito.
I requisiti
La formula è pensata per aziende che hanno:
- un consumo di almeno 300.000 kWh all'anno;
- una copertura disponibile di almeno 2.000 m², preferibilmente su un capannone di proprietà;
- consumi prevalentemente diurni, così che l'energia prodotta venga usata in loco.
I requisiti servono a garantire che l'impianto abbia una taglia sufficiente e che l'energia prodotta venga effettivamente consumata dall'azienda: è questo che rende sostenibile l'investimento per il partner e conveniente il prezzo per l'azienda.
Vantaggi e aspetti da valutare
I vantaggi sono chiari: nessun capitale immobilizzato, un costo dell'energia più basso da subito e nessun pensiero per la gestione dell'impianto.
Gli aspetti da valutare con attenzione sono quelli contrattuali: durata del diritto di superficie, meccanismo di determinazione del prezzo dell'energia nel tempo, cosa succede in caso di vendita dell'immobile o di cessazione dell'attività, e cosa avviene a fine contratto. Ne parliamo nel dettaglio nella guida sul diritto di superficie.
Costo zero o impianto di proprietà?
Non esiste una risposta valida per tutti. Se l'azienda ha liquidità e vuole massimizzare il ritorno nel lungo periodo, un impianto di proprietà trattiene per sé tutto il valore dell'energia prodotta. Se invece preferisce preservare il capitale e ottenere un risparmio immediato senza rischi di gestione, la formula a costo zero è spesso la scelta più razionale.
Il modo migliore per decidere è confrontare le due ipotesi sui propri numeri reali: è quello che facciamo nel check-up energetico gratuito.